Trauma Bond: il legame distruttivo che annienta

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Capire il significato del termine Trauma Bond è semplice: basta affidarsi alla traduzione di traumatic bonding, ossia “legame traumatico”. Quello che è meno intuitivo è capire come sottrarsi a questo tipo di relazioni distruttive, che minano profondamente l’autostima e la serenità delle vittime.

Intendiamoci: le chiamiamo relazioni, ma dimentica le storie d’amore dei film. In realtà, i Trauma Bond sono relazioni tossiche che sfociano nell’abuso, con cui un narcisista patologico lega a sé il partner, mettendo in atto rinforzi intermittenti, attraverso un sistema di punizioni e ricompense. Una relazione, quindi, che non è basata sui sentimenti, ma su desiderio di controllo e possesso del narcisista, da una parte, e di fragilità e dipendenza dall’altra.

La buona notizia è che da questo tipo di relazioni tossiche si può uscire e io posso aiutarti. Superare il Trauma Bond è possibile. Rompere in modo definitivo, rifiutare ogni tipo di comunicazione con il manipolatore, rompere i vecchi schemi sono tutti step indispensabili per non cedere più ai ricatti e agli abusi del narcisista. 

Ma non è affatto facile, perché ciò che ti lega a lui, più che l’amore, è una sorta di dipendenza affettiva, che in quanto tale funziona né più, né meno che come la dipendenza da droghe, alcol o gioco d’azzardo. Per riuscire a liberarti da questo amore intermittente dovrai lavorare su te stessa, migliorare la tua autostima e fiducia nelle tue capacità, intraprendendo un percorso che ti consenta, alla fine, di trovare la forza e il coraggio per interrompere il Trauma Bond e ricominciare altrove, magari con qualcun altro.

Trauma Bond: cos’è questo legame distruttivo

C’è un motivo ben preciso per cui interrompere un traumatic bonding non è affatto facile: perché le radici di questa dipendenza affettiva gettano le radici nella tua infanzia, esattamente come quelle della ferita narcisistica che porta il manipolatore a mettere in atto questi comportamenti distruttivi e manipolatori. Pensaci: altrimenti come potresti sopportare ciò che ti sta accadendo?

I traumatic bonding, infatti, sono relazioni che si avvalgono del rinforzo intermittente, uno strumento pericoloso, soprattutto quando è nelle mani di un narcisista manipolatore. Il legame traumatico, infatti, è ciò che consente al soggetto patologico di legare a sé la vittima, che incapace di liberarsi, accetterà il graduale aumento delle vessazioni. Il narcisista, infatti, con il suo comportamento manipolatorio fatto di punizioni e ricompense, non fa altro che sfruttare l’inclinazione alla dipendenza della vittima, che come i tossicodipendenti, è sempre alla ricerca di una “dose” di dopamina, con cui alleviare la propria angoscia. 

Non è un caso, infatti, che i soggetti che più spesso si ritrovano invischiati nel Trauma Bond siano quelli cresciuti all’interno di famiglie disfunzionali, di cui hanno appreso le dinamiche.

Il rinforzo intermittente funziona esattamente come una droga: quando il narcisista premia la sua vittima, questa si sente appagata, felice, euforica. Nel momento in cui inizia la fase di abuso, la vittima è portata a fare di tutto affinché possa avvalersi di un’altra “dose” di gentilezza, di attenzioni, in definitiva di amore. Ecco perché chi è vittima del Trauma Bond, non riesce a fuggire: perché, in fondo, ne ha bisogno.

Legame traumatico: perché la vittima non scappa

Se è vero che il Trauma Bond è una modalità relazionale tipica del narcisista, è altrettanto vero che per funzionare necessita della fragilità della controparte. È facile, dall’esterno, chiedere “ma come fai a sopportare tutto ciò? Perché non lo lasci?”. Le cose non sono affatto così semplici come sembrano.

La realtà è che il Trauma Bond è possibile solo quando si viene a creare la cosiddetta codipendenza, situazione in cui la vittima è disposta ad accettare anche ciò che è completamente avulso dal suo sistema di valori, credenze, , bisogni, desideri. Questa dipendenza affettiva nei confronti del narcisista manipolatore fa sì che la vittima del Traumatic Bond pensi che non sia possibile fuggire, che ormai il legame è talmente consolidato, che è anche solo impensabile rifarsi una vita altrove, con qualcun altro.

La funzione della dissonanza cognitiva nel Trauma Bond

La sudditanza in cui versa la vittima è tale da aver demandato al suo aguzzino il compito di alleviare la propria angoscia. Proprio quella angoscia da punizione che il manipolatore le ha inflitto. Un corto circuito dolorosissimo, insomma, al quale contribuisce anche il fenomeno della dissonanza cognitiva.

Chi è invischiato in un traumatic bonding con il narcisista, infatti, vive una dualità difficile da accettare: da una parte il partner è premuroso, affettuoso e amorevole, dall’altra svilisce, allontana e punisce. Questa contraddizione fa sì che il cervello della vittima, per evitare di vivere una dissonanza insopportabile, si adatti alla situazione, convincendosi piano piano che, in fondo, non è poi così male, che ha bisogno del narcisista, che tutto sommato non è poi così cattivo.

In pratica, minimizza gli abusi, fino a farli diventare qualcosa di normale nella propria vita. Ma non lo sono affatto. Se pensi di essere vittima di un Traumatic Bond e desideri uscirne, contattami. Metterò al tuo servizio la mia esperienza nel campo, coadiuvandoti nell’elaborazione dei traumi e nell’affrontare il percorso da compiere per liberarti dal legame traumatico. Fidati, ce la farai.

Francesca Donzelli
Francesca Donzelli

Sono una Coach umanista.

Ciò significa che il mio metodo si incentra sullo sviluppo di tutte quelle potenzialità e quei valori unici di ogni individuo al fine di usarli come trampolino e come leva per superare ogni ostacolo e raggiungere ogni obbiettivo!

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